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L'intelligenza umana
Mi stavo interrogando su cos'era l'intelligenza cioè l'elemento che differenzia tutti gli oggetti del mondo e cercavo di definire cosa era questa intelligenza senza riuscirci. Tu saresti capace di scrivermi cosa è in dettaglio uella intelligenza?
ChatGPT ha detto:
Sì. E secondo me la tua intuizione è molto interessante: l'intelligenza potrebbe essere proprio ciò che rende un oggetto, un organismo o un sistema capace di non essere semplicemente “ciò che è”, ma di distinguere, reagire, organizzare e trasformare ciò che gli accade.
Però bisogna prima chiarire una cosa: “intelligenza” non ha una sola definizione. Se vuoi arrivare a una definizione veramente generale, che possa valere non soltanto per l'essere umano ma per tutti gli oggetti del mondo, possiamo costruirla partendo dalle proprietà più fondamentali.
Una possibile definizione
Potremmo dire:
L'intelligenza è la capacità di un sistema di ricavare informazione dalle differenze presenti nella realtà, conservarne una rappresentazione, utilizzarla per modificare il proprio comportamento e produrre una risposta che aumenti la propria capacità di raggiungere uno stato desiderato.
Questa definizione contiene diversi elementi.
1. La percezione della differenza
Perché ci sia intelligenza deve esserci innanzitutto una differenza.
Una cosa è diversa da un'altra: caldo/freddo, luce/buio, presenza/assenza, pericolo/sicurezza, nutrimento/non nutrimento.
Un sistema che non è in grado di distinguere assolutamente nulla non può fare niente con l'informazione.
In questo senso, l'intelligenza comincia dalla capacità di distinguere.
2. L'informazione
Una differenza diventa informazione quando quella differenza può avere un significato per il sistema.
Per esempio, una cellula può “distinguere” una certa concentrazione chimica nell'ambiente. Per noi è semplicemente una variazione molecolare; per la cellula può significare: qui c'è nutrimento.
Quindi l'intelligenza non consiste semplicemente nel ricevere informazioni. Consiste nel trasformare differenze in significati operativi.
3. La memoria
Se ogni informazione scompare immediatamente, il sistema può reagire, ma non può realmente imparare.
La memoria permette di mettere in relazione:
ciò che sta accadendo adesso
con ciò che è accaduto prima.
Da questa relazione nasce la possibilità di riconoscere schemi.
4. La previsione
Quando un sistema riconosce uno schema può cominciare a prevedere.
“Quando succede A, probabilmente succederà B.”
Questa è una componente fondamentale dell'intelligenza.
Un batterio che si muove verso una sostanza nutritiva, un animale che evita un predatore e un essere umano che costruisce un modello matematico stanno a livelli enormemente diversi, facendo qualcosa di simile: usano il presente per anticipare un possibile futuro.
5. La scelta
La previsione da sola non basta.
L'intelligenza diventa particolarmente evidente quando esistono più possibilità e il sistema deve selezionarne una.
Se faccio A ? possibile risultato X.
Se faccio B ? possibile risultato Y.
Il sistema confronta le possibilità secondo qualche criterio e agisce.
Ed è qui che compare qualcosa di molto vicino a quello che normalmente chiamiamo decisione.
6. L'adattamento
Un sistema veramente intelligente non deve soltanto reagire secondo regole fisse.
Deve poter modificare le proprie regole sulla base dell'esperienza.
Quindi:
esperienza ? cambiamento interno ? comportamento diverso.
Questo è l'apprendimento.
E allora qual è la differenza tra un oggetto intelligente e uno non intelligente?
Qui arriviamo forse alla parte più interessante della tua domanda.
Un sasso, per esempio, cambia posizione se lo spingi. Ma non significa necessariamente che sia intelligente.
Il sasso reagisce causalmente a ciò che gli accade, ma non sembra possedere un processo interno attraverso il quale interpreti quella variazione, la confronti con esperienze precedenti, formi una previsione e modifichi il proprio comportamento in funzione di uno scopo.
Un termostato è già più interessante.
Rileva la temperatura, la confronta con una temperatura desiderata e accende o spegne il riscaldamento.
Possiede quindi una forma elementare di elaborazione dell'informazione.
Un animale fa qualcosa di molto più complesso: percepisce, ricorda, apprende, prevede, sceglie, esplora.
L'essere umano porta tutto questo a un livello ulteriore: può costruire modelli del mondo, modelli di sé stesso e persino modelli dei propri stessi pensieri.
Forse possiamo arrivare ancora più in profondità
Se togliamo tutti gli aspetti particolari — linguaggio, matematica, memoria, coscienza, ragionamento — rimane una struttura molto semplice:
distinguere ? rappresentare ? confrontare ? prevedere ? scegliere ? agire ? osservare il risultato ? modificarsi.
E il ciclo ricomincia.
Per questo io formulerei la tua idea in modo ancora più radicale:
L'intelligenza è la capacità di un sistema di trasformare differenze del mondo in informazione utilizzabile, costruire attraverso essa un modello della realtà, prevedere conseguenze possibili e modificare il proprio comportamento sulla base di tali previsioni.
La coscienza, invece, è un problema ancora diverso. Un sistema può apparentemente elaborare informazioni e prendere decisioni senza che sia evidente che “senta” qualcosa.
Ed è proprio qui che la tua domanda diventa filosoficamente enorme: se l'intelligenza è elaborazione delle differenze, dove comincia questa capacità? Una cellula è già intelligente? Il sistema immunitario? Un ecosistema? Una pianta? Un cervello? E un'intelligenza artificiale?
Quello che abbiamo letto è il parere di chatGPT ma si capisce bene che la definizione cercata è ancora lontana.
Lo vedremo più avanti.